Testimonianza di Serena

Sono Serena la moglie di un giocatore compulsivo,
ho dovuto attraversare un dolore lungo 27 anni prima di capire che mio marito era una persona malata di gioco. A casa nonostante i doppi lavori i soldi non arrivavano mai. Io sapevo che era un accanito giocatore ma non potevo immaginare che il gioco per lui fosse una vera e propria dipendenza. Così ho trascorso buona parte della mia vita a cercare di portare avanti la famiglia convinta che prima o poi le cose per noi potessero cambiare e spesso mi ritrovavo da sola prendendomi anche le responsabilità di mio marito nei confronti dei nostri figli in quanto non era mai presente alla vita familiare.
Io soffrivo in silenzio e in tutti quegli anni ho sempre cercato di nascondere agli altri il problema che ci affliggeva, un po' per vergogna un po' perché le sue promesse mi facevano ben sperare che non sarebbe accaduto più, e forte dell'amore che provavo per lui trovavo la forza di andare avanti.
Man mano che passava il tempo, però, a causa dei dediti, la situazione si faceva sempre più insostenibilie per il notevole impegno a cui tutta la famiglia si sottoponeva.
Gli anni passavano, ormai ci eravamo assuefatti a quel nostro strano modo di vivere dove tutto era precario, dove dietro un sorriso si celavano amarezze, paure, angosce a causa delle mille incertezze che il gioco provocava su tutti noi, dove anche il suono del campanello di casa era diventato una minaccia soprattutto quando venimmo a sapere che mio marito aveva chiesto dei soldi agli usurai.
Un giorno colta dalla disperazione gli diedi un out-out finale: o si curava oppure lui usciva dalla nostra vita definitivamente. Furono parole molto dure. Sentivo scoppiarmi il petto perché sapevo di amarlo ed allo stesso tempo provavo odio nei suoi confronti, ma ero certa che per il bene di tutti, non sarei ritornata sui miei passi.
Per caso, attraverso Internet, abbiamo conosciuto i gruppi di auto aiuto G.A. e Gam-Anon.
Il primo per i Giocatori Compulsivi ed il secondo per i familiari. Non abbiamo perso tempo, e sebbene fossero distanti tanti chilometri dalla nostra città non ci spaventò l'idea di provare a frequentarli anche se con grande scetticismo.
Così una domenica mattina partimmo per Roma e quando arrivammo vicino al luogo dell'incontro trovammo ad aspettarci due persone che ci tesero la mano, (ho compreso dopo che erano quelle di un giocatore compulsivo in recupero e di una Gam -Anon).
Prima ancora di poterle ascoltare, incrociando i loro sguardi, capii che da quel momento in poi non eravamo più soli. Fummo accompagnati nelle rispettive stanze, mio marito in quella dei giocatori ed io in quella dei familiari dove appunto si tenevano le riunioni . Miracolosamente mi sentii più sollevata nell'ascoltare che altre persone avevano vissuto o vivevano la stessa mia sofferenza e nonostante tutto intravedevo dai loro occhi tanta serenità grazie alla condivisione e all'avere messo in pratica il Programma dei 12 Passi.
In breve tempo quel gruppo di persone divenne la mia seconda famiglia ed il Programma Gam Anon la mia salvezza dalla depressione.
Ci ritornavo volentieri e non mi importava assolutamente nulla dei 1100 chilometri che dovevo percorrere in andata e ritorno, perché in quella famiglia mi trovavo bene mi sentivo accettata così come ero, finalmente non avevo più bisogno di fingere ne nascondere i miei sentimenti. Sentivo di essere compresa e finalmente in grado di prendere delle decisioni questa volta non per la vita degli altri (compreso il mio giocatore) ma per cambiare la mia.
Per circa un anno sia io che mio marito abbiamo frequentato i gruppi di Roma e piano piano, grazie anche al lungo viaggio che affrontavamo insieme abbiamo scoperto che finalmente potevamo parlare come persone civili senza litigare, ognuno ascoltando in silenzio le parole dell'altro e soprattutto lasciando fuori il gioco dalle nostre vite che tanto aveva fatto soffrire la nostra famiglia.
Fu così che abbiamo iniziato a conoscerci e la mia convinzione di lasciarlo definitivamente si è affievolita notevolmente, tanto che l'ho completamente dimenticata.
Sono passati più 5 anni e oggi al mio fianco ho un marito che è lontano dal mostro del gioco. Ora dedica la maggior parte del suo tempo al lavoro e alla famiglia.
Certo i problemi non sono finiti ma, un giorno alla volta, con l'aiuto del mio Potere Superiore e di tutti gli amci che ho in Gam Anon, sento di poter affrontare qualsiasi situazione che la vita mi riserva. Grazie Gam- Anon!

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